PEC personale obbligatoria per amministratori di società: cosa fare entro il 30 giugno 2025 (e perché conviene muoversi ora)
Dal 2025 cambiano le regole per gli amministratori di società in Italia: non sarà più sufficiente la PEC aziendale per comunicare con la Pubblica Amministrazione. Ogni amministratore dovrà avere una PEC personale, nominativa e attiva, da comunicare al Registro Imprese.
Scadenza: 30 giugno 2025.
Consiglio: per molte PMI è opportuno muoversi subito.
Vediamo insieme cosa prevede la normativa, a chi si applica, chi è esonerato e cosa rischi in caso di inadempienza.
Di cosa si tratta: la nuova norma
Secondo il Decreto Legislativo n. 183/2021 (“Decreto Semplificazioni”), tutti gli amministratori e liquidatori di società di capitali, cooperative, consortili e di persone devono avere una casella PEC personale, diversa da quella aziendale, e comunicarla tramite pratica telematica al Registro delle Imprese.
Non basta più la PEC dell’impresa: la comunicazione deve avvenire direttamente con l’amministratore o liquidatore.
Scadenze: chi deve fare cosa e quando
- ✅ Per le nuove nomine (o rinnovi di carica) effettuati dall’11 dicembre 2023 in poi
➜ La PEC personale va comunicata subito, al momento del deposito dell’atto. - ⏳ Per gli amministratori già in carica prima dell’11 dicembre 2023
➜ C’è tempo fino al 30 giugno 2025 per mettersi in regola.
A chi si applica l’obbligo
L’obbligo riguarda:
Amministratori unici o membri del CDA
Liquidatori
Non riguarda invece:
Institori, procuratori o altri soggetti con cariche diverse
Amministratori di consorzi, contratti di rete, GEIE, associazioni, fondazioni, enti pubblici economici, aziende speciali ex TUEL e persone giuridiche private
Preposti di sede secondaria di società estere
⚠️ Sanzioni in caso di mancato adempimento
Se non comunichi la PEC personale:
Sanzione amministrativa: da 103€ a 1.032€
Blocco delle pratiche future: es. modifiche statutarie, nuove nomine, trasferimenti di sede
Esempio pratico – PMI toscana:
📍 Una Srl artigiana di Montelupo Fiorentino ha 3 amministratori in carica dal 2020. Tutti e tre devono attivare una PEC personale e comunicarla entro il 30 giugno 2025, anche senza cambi di carica.
Come si comunica la PEC personale
L’amministratore deve:
- Attivare una casella PEC personale, diversa da quella aziendale.
- Effettuare una pratica telematica al Registro delle Imprese (tramite ComUnica o portali ufficiali CCIAA).
- Conservare la ricevuta dell’avvenuta comunicazione.
📌 Il tutto può essere gestito anche da:
- Commercialista
- Intermediario abilitato
- Agenzia specializzata
Perché conviene muoversi subito (specie per le PMI)
Cosa succede se non si fa nulla?
Rimandare l’adempimento può portare:
Ritardi nelle pratiche societarie
Problemi di reperimento documentazione
Sanzioni e blocchi amministrativi
Meglio anticipare i tempi e agire ora!
Esempio pratico – studio associato:
📍 Lo Studio Medico “X” a Prato, costituito come Srl, vuole inserire un nuovo socio operativo nel CDA. Non potrà farlo se uno degli amministratori è ancora privo di PEC personale comunicata. Questo potrebbe bloccare l’intera operazione societaria.
Perché conviene agire subito (soprattutto per le PMI)
Molte micro e piccole imprese, specie nel tessuto artigiano e commerciale toscano, non sono a conoscenza dell’obbligo. Aspettare l’ultimo momento potrebbe voler dire:
- Ritardi nelle pratiche
- Difficoltà nel reperire la documentazione necessaria
- Possibili disguidi con la Camera di Commercio
🟠 Per le PMI toscane che vogliono tutelarsi ed evitare sanzioni, è bene anticipare i tempi.
✔ In breve: checklist per mettersi in regola
✅ Attiva la PEC personale
✅ Comunicala al Registro Imprese
✅ Conserva la ricevuta
✅ Rispetta la scadenza: 30 giugno 2025
Serve aiuto?
Se sei un amministratore o gestisci uno studio professionale, possiamo:
- Affiancarti nella comunicazione ai clienti
- Fornirti testi chiari e aggiornati
- Creare una landing page dedicata per spiegare l’obbligo
- Offrire supporto operativo tramite i nostri partner
